Castello Medievale di Beffi




Abruzzo. Beffi è una frazione di Acciano (L'Aquila). Fa parte del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino.  È un piccolo paese immerso nel verde della Media Valle dell'Aterno, custode di luoghi storici e paesaggi magici. 

Su uno sperone roccioso, che scende verso il corso del fiume Aterno, si ergono i resti del Castello Medievale. La Torre pentagonale, alta circa 22 metri, guarda la dirimpettaia Torre di Goriano Valli, affacciandosi sulla catena montuosa del Sirente



La torre è visitabile all'interno. Vi sono delle teche espositive, informazioni turistiche e storiche, guide, brochure, un piccolo museo. Ha 4 piani ed un suggestivo e stretto ingresso per arrivare sulla terrazza, che presenta alcune merlature originarie. La vista panoramica è unica.

Una parte del Castello è ancora interessata da lavori di ricostruzione post-sisma. 

Per conoscere gli orari di apertura consultare la scheda di Google Maps. Per visite guidate a gruppi potete contattarci. 

La nostra associazione gestisce la Torre di Beffi dal 2018, curandone l'allestimento, le aperture, le visite guidate. Cerchiamo di fare il possibile per mantenere curato questo luogo. 

All'interno del Castello ci sono: 
un piccolo ristoranteIl Cibario. Un'attività di CicloturismoSirentEbike
 
Di seguito la ricostruzione 3d del Castello.  


Cenni Storici 

In epoca altomedievale si assiste al progressivo arroccamento e accentramento degli insediamenti, a ridosso delle alture che la definiscono morfologicamente, a causa dell’incerta situazione sociopolitica.
Il recinto fortificato del Castello di Beffi è posto sul pendio roccioso che scende verso il Fiume Aterno, dove abbiamo le più importanti testimonianze di epoca italica-romana. Tra queste il Ponte Romano di Beffi (clicca sul link per informazioni)


La prima attestazione del Castello la troviamo nel Chronicon Farfense. Nell'anno 1062, fu donata all'abate Berardo di Farfa, la Chiesa di San Lorenzo di pertinenza del 'Castelli Bephi'. È il periodo dove si alternano i poteri delle Abbazie e le elargizioni a favore di esse. Sappiamo che quando nell'anno mille fu fondato il Monastero di Bominaco, Beffi ne fece parte per un periodo. 

É lecito presumere che l'intera rete di fortificazioni del territorio aquilano, di cui Beffi è snodo cruciale, abbia avuto un vero sviluppo a partire dal XII - XIII secolo, quando i Normanni si lanciarono alla conquista della regione, dando il via ad una ripresa economica e sociale. Con il dominio Normanno, la regione Abruzzo venne unificata e divenne la barriera settentrionale del regno. 



L'Abruzzo, come realtà frontaliera, ricevette una forte opera di fortificazioneal confine naturale dei rilievi e dei fiumi, i normanni fortificarono insediamenti, talvolta già presenti, (come probabilmente Beffi) rendendo così la regione abruzzese una sorta di grande muraglia difensiva. Aria nuova nella valle: e non solo in essa ma in tutto il meridione conquistato dagli uomini del Nord.

La contea dei Marsi, in seguito alla conquista normanna di tutto l’Abruzzo nel 1140 da parte di Anfuso figlio di Ruggero II, nel 1143 viene divisa in due tronconi. Ne saranno signori, di quella di Alba il conte Ruggiero, e della Contea di Celano il conte Rainaldo. Quest’ultima è quella che ci interessa. Il territorio di Acciano è spartito tra i vari signori della Contea: Gualtiero, figlio di Gionata di Collepietro, tiene in Valva la stessa Collepietro e, l’altra metà della Torre che è pertinenza di Acciano, Rocca Preturo e S.Benedetto in Perillis. Altra parte di Acciano avrà Tedino di Castello.
Una parte di Beffi è tenuta dal figlio di Rainaldo da Beffi per Gentile da Raiano (1196). 

Si avverte attraverso una lettura sistematica del Catalogus Baronum normanno, una organizzazione razionale del territorio.




Il Castello di Beffi si può definire come un castello-recinto. Subì progressivi ampliamenti e modifiche nel corso dei secoli. Fu una residenza stabile per la popolazione, per il feudatario e il suo corpo di guardia, come testimoniano diversi ambienti abitativi, un vero e proprio borgo fortificato.

La Torre, di mole notevole, presenta una pianta esterna pentagonale irregolare, internamente invece la pianta è triangolare. Visibili sull'esterno feritoie di difesa. La porta originaria di ingresso alla Torre era interna al recinto, con scala retrattile. La Torre chiudeva la fortificazione nella parte più alta; diversamente da adesso, era delimitata da mura ed inaccessibile dall'esterno. Rientra nella tipologia di Torre Castellata: un'articolata struttura cintata in cui la torre era poco esposta all'attacco ed il recinto diventava una vera trappola per l’assalitore.  Guardando verso Goriano valli, sono visibili i resti di due alte cortine murarie, quasi parallele, dove vi era un'impalcatura in legno per il camminamento di ronda.

La Torre di Beffi non è isolata, a pochi km troviamo quelle di Roccapreturo, Goriano Valli, Tione degli Abruzzi, Fontecchio. Queste, insieme alle numerose Torri del territorio aquilano, formavano una rete di fortificazioni, risultato di affermazione di potere e controllo del territorio. 




L'antica porta d’ingresso al recinto fortificato è ben conservata, si presenta con arco a sesto acuto in conci regolari di pietra. Su un lato della Porta è ben visibile un'antico stemma raffigurante un Castello e delle iniziali, probabilmente era di una famiglia nobile a cui apparteneva. 

La Chiesa nelle vicinanze della fortificazione è dedicata a San Michele Arcangelo, risalente al XV sec. La parte più originaria della chiesa è il campanile. 



Nel XIII secolo, è uno dei castello fondatori della Città dell'Aquilaa confine del contado aquilano. La bolla di papa Alessandro IV del 1257 e la successiva di Carlo II nel 1294, pongono il borgo a confine del contado aquilano.
Successivamente fu oggetto di contesa tra la diocesi dell'Aquila e la diocesi di Valva. Beffi rivestì un'importante funzione strategica, rappresentando di fatto la porta d'accesso alla città dell'Aquila.

Nel 1294, Pietro da Morrone, nel suo cammino fino a L'Aquila, per essere incoronato Papa con il nome di Celestino V, passò per Acciano (si narra che fece un miracolo nella Chiesa della Madonna della Sanità) e lungo il fiume proseguì per Beffi. Il territorio fa parte quindi del Cammino di Celestino

Nel XV secolo abbiamo importanti  testimonianze artistiche e architettoniche. Fu edificata la Chiesa di San Michele Arcangelo. Inoltre risale a questo periodo (1410 - 1415) il noto 'Trittico di Beffi' (visibile nel Museo M.u.n.d.a a L'Aquila), un'artista teramano che operò nel nostro territorio. Il Trittico fu rinvenuto nella vicina Chiesa del paese di Santa Maria del Ponte. (Fu chiamato 'di Beffi' per un banale errore di provenienza.)

Un'altra opera importante, custodita nella Chiesa di San Michele, è la scultura lignea che rappresenta San Michele Arcangelo che soggioga il demonio, attribuita a Giovanni di Biasuccio. L'opera è stata ristrutturata dopo il sisma 2009, ad oggi non è presente nella Chiesa. 


Negli anni 1530 il contado aquilano viene dissolto e i castelli assegnati a feudatari. Fu proprietà, insieme ad Acciano, degli Scalegni, Piccolomini, Treccia. Successivamente il castello cominciò ad essere abbandonato.  Le chiese ed i palazzi edificati nella parte superiore del paese (Chiesa della Madonna del Rifugio, Palazzo Camilli) risalgono al XVII e XVIII secolo. Tuttavia anche nei secoli più recenti il Castello rimase un punto di riferimento per gli abitanti. Rimasero abitazioni e, nella parte inferiore, troviamo resti di terrazzamenti, orti, grotte riutilizzate come stalle o deposito di attrezzi agricoli

A partire dal XIX secolo, il territorio di Beffi con le sue ville (San Lorenzo e Succiano) venne unito a quello di Acciano.


(Il testo è in continua evoluzione. Per consigli o suggerimenti scrivici)

Bibliografia 


Comune di Acciano, Beffi - su comune.acciano.aq.it.

Regione Abruzzo, Torre di Acciano, Beffi - su regione.abruzzo.it.

Parco Sirente-Velino, Storia, Incastellamento - su parcosirentevelino.it

Antonio Sciarretta's Toponymy, Geo-storia amministrativa dell'Abruzzo - su asciatopo.altervista.org

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In viaggio nel Parco Regionale Sirente Velino, a cura di Vincenzo Battista, 1998

Torri e Castelli nel Parco Regionale Sirente-velino, a cura di Oremo Di Nino, Editore MAC 2016

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Fatteschi 
Giovanni Colombino , Memorie istorico-diplomatiche riguardanti la serie de' duchi e la topografia de' tempi di mezzo del ducato di Spoleto, 1801

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Bominaco l'oratorio affrescato e la scarsella di San Pellegrino, a cura di Arbace L., Zip editore, 2012

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